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La Storia - Statuto Congregazione del SS. Crocifisso - Anno 1777


REGOLE E CAPITOLI DELL'ARCICONFRATERNITA DEL SS. CROCIFISSO DELLA CITTÀ DI SESSA
ERETTA NEL VENERABILE MONASTERO DEI PP. DI S. ANTONIO DI DETTA CITTÀ




   Perché la suddetta confraternita possa esercitarsi maggiormente nel servizio di Dio, nella edificazione del Pubblico e nel soccorso dei poveri, ed affinché si evitino in ogni futuro tempo le liti che suggerir potrebbero la depravata umana natura, si stabiliscono le presenti Regole e Capitoli da osservarsi da ora in avanti per il buon regolamento di essa.

I - Che dopo i vespri della seconda domenica del mese di settembre di ciascun anno debbano e siano tenuti i fratelli della arciconfraternita, precedente chiamata generale al numero di ventuno e non meno senza che però sia vietato di essere in maggior numero, congregarsi nell'oratorio della medesima,eretto nel Venerabile Monastero, ed unitamente col priore ed officiali di procedere alla elezione dei nuovi officiali che si farà nel seguente modo. Il priore con due assistenti nomineranno tre fratelli, i più morigerati e dabbene, i più abili e idonei, ai quali non osti impedimento alcuno a tenore delle leggi. Cioè ne nomineranno uno ciascuno e questi con voti segreti dati per via di bussola da ciascuno dei fratelli che sono intervenuti nella elezione, si bussoleranno successivamente e chi di essi avrà avuto maggior numero di voti superiore alla metà dei congregati resti eletto per nuovo priore di quell'anno prendendo possesso nella terza domenica del suddetto mese. Essendo però tutti e tre esclusi si farà nuova nomina praticandosi le stesse solennità sin tanto che sortirà l'elezione; ed in caso di parità di tutti si tirerà a sorte e lo stesso si osservi sia per 1'elezione che per ogni altra occorrenza. I voti devono essere ricevuti dal segretario e numerati in presenza degli attuali officiali maggiori, e registrati in un libro a tal uopo destinato. E questo numero prefisso di votanti si dovrà avere inviolabilmente tanto nella elezione di officiali che pro tempore si farà, quanto in ogni altro affare della confraternita che si dovrà trattare e così si continuerà in futurum affiggendo otto giorni prima la Cartella nell'oratorio, sottoscritta dal priore e dal segretario che pro tempore saranno, esprimendosi in essa quanto si deve trattare, di modo che ogni fratello ne abbia antecedentemente notizia. Ma se nella seconda domenica di settembre non interverranno nella elezione da farsi tanti fratelli che compongono il suddetto numero di ventuno, allora si rimanderà l’elezione alla terza domenica di settembre e il priore per mezzo del portinaio dovrà avvisare i fratelli della futura elezione che si farà in detta terza domenica. E se in tale giorno neanche interverrà il suddetto numero di ventuno fratelli si possa fare l'elezione con quelli che sono intervenuti.

II - Che i suddetti nuovi priore e assistenti appena avranno preso possesso nel modo suddetto, dovranno immediatamente nominare ed eleggere in piena congregazione il segretario, il Maestro dei Novizi, e due sacrestani, e tutti questi devono essere eletti dai fratelli più probi, dabbene e sufficienti; ed eleggeranno anche il portinaio che può essere anche una persona esterna al Corpo della Congregazione per l'ufficio che deve esercitare. Ed infine sarà nominato ed eletto, con maggioranza dei voti segreti dei fratelli, il Cassiere che dovrà esigere e scrivere in un libro tutti gli introiti ed esiti dell'arciconfraternita, resti però avvertito che non può spendere nulla senza 1'ordine per iscritto del priore, di uno degli assistenti e del segretario, o dal segretario e da ambedue gli assistenti in mancanza del priore, altrimenti non sarà considerato idoneo per occuparsi dei conti.

III - Che i suddetti officiali e cassiere una volta che avranno concluso rispettivamente l'anno della loro amministrazione, entro due mesi sono tenuti a dare chiaro e lucido conto della loro amministrazione, a tenore delle leggi, a due visori che quindi dovranno essere eletti in piena congregazione con voti segreti e precedente "nota dei sospetti". E una volta avvenuta l'elezione si procederà alla visione dei conti: sono da tener in conto la liberatoria, creditoria e significatoria a loro beneficio; ma se risultassero debitori e venissero significati nel perentorio termine di quindici giorni saranno tenuti ed obbligati a soddisfare le somme alle quali saranno condannati. E in caso di mancanza, - della quale farà fede il segretario, - cioè se non adempiranno entro i quindici giorni, saranno chiamati in giudizio secondo le Reali Determinazioni.

IV - Ogni domenica, dopo la celebrazione della messa, il priore, con il parere dei due assistenti, deve mandare due fratelli a visitare i carcerati delle carceri della Città, e trovandovi qualcuno che si trovasse chiuso li per debito civile devono riferirlo subito a priore e assistenti che devono parlare subito con il creditore: se possono accordarsi con lui devono farlo scarcerare subito pagando al creditore la somma che doveva avere con il denaro della arciconfraternita purché non oltrepassi i trenta carlini. Il carcerato sia però persona dabbene, ne farà fede il parroco; e se il carcerato fosse debitore di una somma maggiore e al priore e assistenti non riuscisse di accordarsi con il creditore per la somma di trenta carlini, non possono prendere iniziative ma devono parlarne in congregazione e fare quello che verrà stabilito dai fratelli congregati con voti segreti, tenendo sempre presenti le rendite che l'arciconfraternita conserva per i pesi di messe e maritaggi a povere donzelle della Città.

   Se il priore avesse notizia di qualche fratello povero malato manderà di volta in volta due fratelli a visitarlo e trovandolo bisognoso di qualcosa dovrà fargliela somministrare a spese della confraternita. E lo stesso se qualche fratello si trovasse in difficoltà e chiedesse qualche elemosina al priore o soccorso, deve farlo secondo la possibilità della confraternita, in questo caso, così come per ogni atto di spesa, il priore, uno dei due assistenti e il segretario devono presentare il mandato al cassiere; si avverte però il priore di essere prudente avendo sempre riguardo delle possibilità della confraternita. E trattandosi di spese straordinarie superiori a trenta carlini, o di altra questione grave che tocca l'interesse universale della confraternita, nessuna iniziativa può essere presa arbitrariamente ma ogni cosa deve essere proposta in congregazione e si farà quello che sarà stabilito con maggioranza di voti segreti dei fratelli.

   In ogni mese di novembre di ogni anno, dopo il giorno della commemorazione dei Morti, il priore farà celebrare dodici messe cantate di requiem per 1'anima di fratelli defunti, cioè il lunedì dopo la seconda domenica di ogni mese, e così facendo soddisfare ogni peso di messe; però per la celebrazione di queste messe siano sempre preferiti i sacerdoti che sono fratelli, e in mancanza di questi i sacerdoti fratelli o figli dei fratelli della confraternita. E qualora questi non fossero assidui nella celebrazione delle messe, dopo essere stati avvertiti della loro mancanza per tre volte, - ne farà fede il segretario, sia lecito al priore e ad uno degli assistenti rimuoverlo e farle celebrare dai sacerdoti Secolari o Regolari che sembreranno loro più idonei. E quando trapasserà qualche fratello che sarà stato affezionato e benefattore della confraternita ed avrà frequentato la congregazione, il priore, assistenti e fratelli si congregheranno nell'oratorio la mattina al segno della campana del Monastero con la solita assistenza del Padre spirituale della confraternita, eletto con voti segreti dai fratelli, e reciteranno per la sua anima l'Ufficio dei Morti e gli faranno celebrare una messa di requiem. E per ogni altro fratello che trapasserà gli officiali e fratelli che saranno invitati dai suoi parenti, vestiti del sacco, con l'insegna dell'arciconfraternita, devono accompagnare gratis il cadavere e portarlo a seppellire nella sepoltura della confraternita che è dentro la chiesa dei PP. di S. Antonio, o nella chiesa che scelgono i suoi parenti, accompagnato dal Padre spirituale suddetto che oltre della nuda e semplice spiritualità non può inserirsi nella temporalità della confraternita.

   Inoltre gli officiali con i fratelli ogni domenica mattina, come in ogni altra festività importante, al segno della campana del Monastero devono congregarsi nell'oratorio dove devotamente reciteranno la Coronella, sentiranno la S. Messa e faranno altre opere di pietà diretti dal Padre spirituale della confraternita, e in mancanza di questo di un altro padre eletto con maggioranza dei voti segreti dei fratelli. E allo stesso modo lì si congregheranno ogni venerdì mattina a recitare l'Ufficio dei Morti.

   Infine nel caso in cui ci fosse qualcuno che desidera essere ammesso per fratello si esortano priore e assistenti ad accertarsi che sia persona proba, dabbene e timorata di Dio. Verificate queste qualità possono proporlo in prima congregazione e, concorrendo la maggioranza dei voti segreti dei fratelli, sia ricevuto e quindi come novizio per un anno intero intervenga con frequenza nelle congregazioni che nei suddetti stabiliti giorni si terranno nell'oratorio. Così sarà iscritto tra i fratelli e se qualcuno dei fratelli per un anno continuo avrà tralasciato di intervenire nelle congregazioni, a meno che non siano stati legittimamente impediti, il priore potrà cassarli come contumaci dal libro in cui si annotano tutti i fratelli e dalla tabella in cui sono iscritti, e mai più saranno nominati o eletti per alcun officio - beninteso però che per questa sua mancanza debba essere prima avvertito per ben tre volte dagli officiali - e con fede del segretario in piena congregazione si procederà all'atto di cassazione con maggioranza di voti segreti.



   Avendo maturamente considerato il tenore di queste Regole, poiché non contengono nulla che pregiudichi la Regal Giurisdizione ed il Pubblico ma sono semplicemente dirette al buon governo della congregazione, precedente il parere del Regio Consigliere Don Domenico Potenza, son di voto che possa concedere il consenso sia alle Regole che alla Fondazione della congregazione con il Regio Assenso, ma con delle clausole:
 
I
 
-
 
Che la congregazione non possa fare acquisti essendo nella legge di ammortizzazione, perciò siccome la congregazione ha l'assistenza giuridica dal momento del Regio Assenso, tutti gli acquisti precedenti sono illeciti.
II - Che nelle esequie sia sempre valido il diritto del parroco.
III - Che processioni ed esposizioni si facciano solo previa licenza.
IV - Che i fratelli chierici non possano godere né la voce attiva né quella passiva, né avervi ingerenza.
V - Che nella reddizione si conservi il patto del cap. X par. I pag. 5 del Concordato.
VI - Che i razionali non siano debitori della congregazione.


Napoli, 7 Aprile 1777

Il Cappellano Maggiore ha visto e approvato

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